Ricordo di una notte di inizio estate

 

Domenica 28 maggio 2006 A quasi un anno di distanza riesco a capire che tutto quel che è stato ha avuto inizio qui.

Eravamo tutti adrenalici: era LA FESTA. Quella festa in cui ci si sarebbe dovuti divertire per forza. Organizzata da me, Loro e Barbara a casa di quest’ultima. Una miriade di invitati, amici di chiunque… Tutti insomma!
Punto di ritrovo, come sempre, a casa mia. Aperitivo a base di vino e alcoolici. Ricordo ancora perfettamente in che stato mi trovavo quella sera. Ero letteralmente distrutto. Diego, il mio Diego, dopo otto anni che stavamo assieme, la sera prima era uscito da solo. Era andato in una discoteca gay per potere conoscere qualcuno. Tra noi non andava più. Anche se abitavamo ancora assieme. Ed io, anche se volevo apparire più forte di quello che non fossi, dentro mi sentivo morire, perchè era una situazione della quale non mi ci sentivo affatto parte.

Rivedo tutto in quella sera come episodi. Il primo era quello del ritrovo a casa mia. Dove avevo già fatto il pieno per brindare. Ridevo, apparivo solare e sorridente come sempre. Ma dentro mi sentivo morire. E così accolgo, man mano che arrivano gli amici (bevi, bevi che tutto passa). E a mano a mano che arrivavano un nuovo brindisi. Quando finalmente erano tutti arrivati e non c’era più niente da bere, siamo andati a casa di Barbara.
SORPRESA!!! Aveva sistemato pure il divano in giardino, musica, tre tavoli pieni di ogni ben di dio da mangiare e un piccolo tavolino dove erano appoggiati le immancabili bottiglie… Avevano lavorato tutto il pomeriggio Katia, Nadia, Alan e Barbara per creare quel che vedavamo tutti esterrefatti…

Tra gli invitati c’erano anche la Cla e il suo ragazzo, P. (per privacy non dico il nome) gran pezzo di gnocco e non l’avevo mai nascosto di quanto lo trovassi veramente bello. All’epoca non la conoscevo proprio perfettamente, la consideravo l’amica della Barbara e se la vedevo, succedeva al massimo una o due volte all’anno, quando magari capitava in negozio a comprare qualcosa o in giro per qualche festa. Quando ci siamo messi a ballare ricordo di averle detto: "il tuo ragazzo è il più bello al mondo!" ma ero praticamente già partito per il mondo di bacco.

Mentre tutti gli altri mangiavano, ballavano e parlavano, Loro si era dedicato al lavoro da barista e mi faceva provare cocktail inventati sul momento, riducendo me e lui ad effettuare un continuo brindisi (bevi, bevi che tutto passa).

C’era la Micky arrabbiatissima con la Giada poichè, dopo avere diviso tanti anni assieme, quest’ultima era intervenuta con la sua amica brasiliana (e con la quale, mi hanno riferito, ho dato spettacolo danzante), c’era Fabrizio, pseudo ragazzo della Nadia, (con il quale Diego penso proprio ci abbia pure provato) con un suo "amico" di Rimini e Marco, amico della Catia, un tipo abbastanza strano con il quale ho interagito molto poco. Gli altri erano tutti visi e persone che vedevo quasi ogni giorno. Eravamo tutti li. Tutto il mio mondo era li.

Ricordo, a un certo punto, di essere chiuso in bagno con la Barbara e la Cla. Quest’ultima mi aveva portato le foto di un suo amico che voleva farmi conoscere a tutti i costi, perchè proprio con Oliva (questo il soprannome dato a Diego a causa delle sue gambe lunghe) non ne valeva la pena di stare male. E io ho acconsentito perchè organizzasse un incontro. (a 10 mesi di distanza sta’ persa ancora me lo deve organizzare!!! Ha perso i contatti con il tipo. Già da allora non si smentiva….)

Poi il vuoto, l’oblio… Ho solo delle immagini confuse. Immagini di me e Loro che parliamo nel giardino. Che ci abbracciamo. Che ci vengono a sorreggere le ragazze perchè non riusciamo a stare proprio in piedi… Io che piango disperatamente e impreco contro Diego mandandolo ripetutamente a quel paese. Loro che rimane appoggiato al pozzo senza muovere un muscolo. E magicamente, spuntare una brandina e sistemata vicino al cancello. Opera della Barbara, che, vedendo il nostro stato, il nostro rifiuto a entrare in casa, ci aveva preparato un posto dove poterci stendere.
So che venivano a vedere continuamente gli altri come stavamo, ma non ricordo affatto cosa dicessero. Rivedo il loro viso con la bocca che si muoveva, ma non usciva nessun suono.


Ma in conpenso so quello che ci siamo detti io e Loro… So quanto male stesse lui. Per sua madre. Per l’A. Per il suo continuo voler apparire più forte di quanto non lo fosse.
Ci siamo tenuti per mano. Abbiamo pianto. Uno per un motivo e l’altro per un un altro. Ci siamo detti di quanto contasse la nostra amicizia.
E ricordo di quello che ho detto io… E’ la prima volta che ne parlo. Non ne abbiamo mai più parlato neppure noi due, tra di noi, come se fosse un tabù. Però sappiamo benissimo quello che è uscito dalla mia bocca. Gli ho detto che lo amavo. Era l’alcool a parlare. Non ero io. Avevo talmente bisogno di una persona così meravigliosamente vicina a me e nelle mie corde che è stato naturale dirgli quella cosa.
E’ strano, come a distanza di tanti giorni, quello che ricordo sia solo questo episodio…

Mentre eravamo in stato comatoso sulla brandina la festa ha iniziato a scemare, gli invitati inziavano a tornarsene a casa. Passavano con le auto a fianco a noi. Ricordiamo entrambi che eravamo sempre dietro a dire ciao a tutti. Sembrava ci fossero 1000 persone.
Quando erano praticamente andati via tutti (anche Diego era tornato a casa), Barbara è riuscita a portarci in camera sua e farci dormire nel suo letto. Loro per paura che potessi "abusare" di lui ha dormito con i jeans…
Al risveglio non riuscivo a capire dove fossi e ho impiegato cinque minuti buoni per riacquistare la lucidità… Loro dal canto suo aveva ricevuto una telefonata e doveva urgentemente tornare a casa. Ma eravamo a casa della Barbara e a piedi! Così ci siamo vestiti e siamo tornati a casa mia a piedi. Barcollavamo ancora tutti e due. Parlavamo del più e del meno senza toccare gli argomenti di cui avevamo parlato… Era una calma apparente.

Sono rimasto in crisi per una settimana intera… Mi sono chiesto se quello che gli avevo detto non fosse, sotto sotto, vero. Probabilmente lo è… Probabilmente sono sempre stato "innamorato" di lui. Ma l’esserlo sarebbe stata una sentenza alla mia morte celebrale e non ho MAI allevato un setimento diverso da quello che potesse essere una favolosa amicizia. Però per quella settimana avevo timore di parlargli, di scrivergli un sms. E lavorando assieme, per tutto il giorno, risulta difficile cercare di fare finta di nulla… Solo alla Sandra avevo detto tutto. E come sempre, FANTASTICA amica che è, non ha giudicato ed è stata vicinissima ad entrambi.

 

Protagonisti:

 

  • DEVIS: da quella sera ho capito che la mia relazione con Diego era definitivamente finita e che era inutile cercare di riaccendere un fuoco, oramai, definitivamente spenot. Che non gli fregava un c***o di come potessi stare o di quello che avevamo creato, lottando, fino a quel momento (ora siamo diventati amici e ci siamo lasciati alle spalle tutto, però). E così ho cercato di girare pagina con l’aiuto dei miei amici. Anche se questo ha portato alla distruzione della mia famiglia, all’incidente che mi è costato la patente, alle crisi esistenziali. Ma le persone che contano sono sempre al mio fianco e credeno in me!!!!

 

  • DIEGO: ha vissuto con me ancora per un mese e mezzo. Poi è andato a vivere da solo e successivamente è tornato a Perugia, sua città Natale. Eravamo separati in casa. Lui con i suoi "giri" ed io con i miei amici. E’ stato il periodo più nero per entrambi. Ma ora, passati tutti questi eventi, abbiamo raggiunto una concezione più ampia di noi stessi e riusciamo a sentirci e vederci come se fossimo amici. Anche perchè una storia, forse la più importante della tua vita, non puoi cancellarla così come se niente fosse.

 

  • LORENZO: dopo la prima settimana di "imbarazzo" ci siamo legati ancora di più di prima. Consapevoli del fatto che eravamo fondamentali l’un per l’altro. In questa serata si sono visti per la prima volta e tutto ha portato alll’inevitabile "interazione" con la Cla.

 

  • BARBARA: che dire? C’è sempre stata e sempre ci sarà. E non ha mai chiesto nulla… Sa ma non giudica

 

  • KATIA: favolosa come sempre. Ha lavorato come una matta per creare un ambiente da "mille e una notte". E vedere i suoi occhi, ogni volta, è per me fonte di gioia e tranquillità. Una ragazza veramente fantastica. E da quella sera ho capito quanto bene mi voglia.

 

  • ALAN: da quanto è nato ha sempre fatto parte della mia vita. E per me è un conforto sapere che c’è. E il bene che gli voglio lo so solamente io!!! 

 

  • CATIA: non mi ricordavo neppure ci fosse alla festa… Ma da quella sera ho iniziato a considerarla come un’amica. E non più come un’amica degli amici.

 

  • NADIA: forse l’unica persona che mi dispiaceva di vedere felice con quella m***a del suo pseudo moroso. E mi si stringeva il cuore a vederla così sorridente per merito di uno così.

 

  • FABRIZIO: non voglio commentare. Non ha mai fatto parte della mia vita e mai vorrò.

 

  • GABRY E STEFY: una coppia splendida. Amici che sono sempre stati al centro del mio mondo. Ma da quella sera qualcosa si è incrinato. E da allora non siamo più usciti assieme. Anche se, nel mio cuore, ci sono e ci saranno sempre. 

 

  • CLAUDIA: che dire anche di lei? Da quella sera si era commossa a vedermi così e mi è venuta a trovare due giorni dopo in negozio per vedere come stavo. E poi siamo usciti assime a Loro, Barbara e Valentina a cena. E da lì poi tutta l’estate trascorsa assieme. Con il concepimento di "my family". Con "l’interazione" con Loro. E la rottura con P. La persona con cui conviveva. Ed è ripartita da capo rimboccandosi le maniche. Ed è diventata la "mia" Claudia. La mia costituzione. Libertà di pensiero e parola. E non potrei più concepire il mondo senza lei. Sarebbe incompleto.

 

  • P.: mi sarebbe piaciuto conoscerlo meglio. E non per altre cose oltre l’amicizia (e vabbe’… dai… era pur sempre il moroso della Cla e come tale eterissimo) perchè penso sia stato un ragazzo veramente dolce, sensibile e serio.

 

  • VALE E MATTEO: non li conosco tanto, amici della Barbara e Cla. Ci sono uscito varie volte questa estate, ma, per un motivo o per un altro non abbiamo mai potuto effettuare una bella chiaccherata. Però hanno iniziato a far parte (anche se marginalmente) della mia vita da quella sera.

 

  • MICKY: ragazza dolcissima. Dopo la travagliata relazione (in senso di amicizia) con la Giada era riuscita a rialzarsi e a porre una sua particolare attenzione su Loro. Ma da quella sera, anche lei, ha smesso di far parte del mio mondo.

 

  • GIADA: un’amica con cui ho condiviso tante cose. Pensieri, emozioni, sempre presente. Anche lei, da quella sera, però, lentamente è andata verso altre strade… 

 

  • SANDRA E PALMO: gli unici assenti giustificati. Dovevano esserci ma per un problema non sono potuti intervenire. Ma anche loro due, da quel giorno, sono diventati amici insostituibili.

 

∂єνιѕ

3 commenti
  1. marziulell​a staiano says:
    buon giornooooooo grazie x il salutino 🙂 ehehe hai ragione le disco di riccione con rimini e fano compreso sono una vera palla… gli abitanti sn una vera palla…ehehehe beh conoslati a sapere che anche io ieri nn mi sn divertita x niente..anzi nn vedevo l’ora di arrivare a casa mia x buttarmi nel letto ero uno straccio senza contare che la mattina ho avuto un collasso sigh sigh… che diavolaccio di paura per il malore che ho avuto e tutte le senzazioni che ho provato mentre mi sentivo male  x un’ istante ho temuto che ci  lasciassi le penne… cmq.. è passata oggi sn alla grande apparte un pò di doloretto alla schiena… un bacio.. ti auguro una buona domenica
    e se non ci leggiamo un buon inizio di settimana.kissss
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  2. Orizzonte Lontano says:
    Incredibili e devastanti poteri dell’alcool…
    Io, da bravo giovinastro quale sono, ne so qualcosa..
    A dire il vero durante l’unica sbronza colossale che abbia mai preso non dissi al mio compagno di banco che l’amavo..
    La paura di distruggere ogni cosa persisteva anche nell’ebbrezza più totale.. (E ti assicuro che era totale)..
    Mi ricordo che la mattina dopo lui mi ospitò che ero ancora in stato di rimbambimento, mi fece stendere, mi prestò una sua felpa perchè la mia era piuttosto sozza..
    Certo, non ci furono incredibili sconvolgimenti dopo quella serata..
    Quelli c’erano stati prima, e ci sarebbero stati dopo..
     
    Ma questa è un’altra storia, che ho già raccontato, in parte, e in parte, racconterò.. (^_^)..
     
    Ah, esperimento triste è il titolo del racconto.. Io non ho mai vissuto nulla del genere.. E -per adesso- non ho le visioni…
     
    Konbanwa..
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  3. No name says:
    E’ vero da quella sera ho iniziato a vederti con occhi diversi, a volerti bene.
    Ti dico Grazie!!! Tu ci sei sempre per me, in ogni momento di sconforto, sei l’unico che riesce sempre a tirarmi su….e forse un giorno, quando starò meglio ti ripagherò per tutto ciò che hai fatto e fai per me.

    Mi hai conosciuto in momento molto particolare dove ho dato veramente il peggio di me stessa, ma nonostante questo sei riuscito a volermi bene ugualmente.
    Grazie per le belle parole, grazie per quello che hai scritto su P. e dispiace anche a me che tu non abbia potuto conoscerlo meglio, è davvero la persona migliore che io abbia mai incontrato e vivo con la consapevolezza di non averla mai meritata.
    "Non si può cercare il perdono dagli altri se prima non si ha la forza di pedonare se stessi"
    C.
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