Un sapore della mia Romagna: la Saba

In questi ulteriori giorni di neve, dove non capisco neppure che giorno sia e sotto ai nostri due metri abbondanti di neve, continuo imperterrito a cucinare in casa, tanto non possiamo neppure muoverci di casa, è impossibile con tutte queste bufere!

Ieri ho fatto i biscotti “poveri” ovvero con farina integrale, uova, latte e un poco di strutto. Proprio come venivano fatti tanti anni fa, quando i miei genitori erano piccoli. L’unica variante “moderna” sono stati gli stampi a forma di stella, fiore e cuore :D.

E mentre infornavo i biscotti mi è tornata in mente una delizia che se avessi avuto sotto mano l’avrei mangiata come facevo una volta: la neve con la Saba. Un sorbetto naturale della nostra tradizione che mi riporta indietro nel tempo e di quando mia madre me lo preparava era una vera festa ed ero contento con poche cose.

Purtroppo in rete non ho trovato immagine che possa rendere giustizia a questa delizia, ma l’idea di base c’è. 😀

Ricetta per la Saba

Al tempo della vendemmia si riempie di mosto d’uva, filtrato per privarlo di raspi, bucce e acini, una pentola con un fondo non troppo sottile, e si mette sul fuoco bassissimo a bollire lentamente fino a ridurre il volume di 1/3, raggiungendo un colore tipo caramello e la consistenza sciropposa.

La preparazione è estremamente semplice: richiede solo tempo e pazienza: occorrono 25-30 ore e si può spegnere il fuoco alla notte senza bisogno di mescolare.
Una volta pronta, la si tratta come una normale marmellata, invasandola ancora bollente e lasciando raffreddare i vasetti capovolti, in modo da formare il sottovuoto. Ma si può anche imbottigliare come una passata di pomodoro ed usarla direttamente dalla bottiglia al bisogno.

Oltre che per le preparazioni tradizionali, come biscotti, frollini, tortelli con farina di castagne inzuppati, è un ottimo accompagnamento per budini  o per formaggi saporiti.

Mi ricordo che guardavo con impazienza il pentolone dove mia madre preparava questa delizia e pregustavo il momento di spalmarle la Saba su una fetta di pane o, meglio ancora, sulla piadina appena cotta. Mamma mia ho già l’acquolina in bocca.

 Questi sono i veri sapori della mia Romagna, sapori perduti che non vengono più preparati in casa ma che spero di far conoscere. Voglio preparala alla prossima vendemmia. Non vedo l’ora!

Anzi, nella prossima ricetta che esporrò prossimamente, illustro il fratello naturale dellaSaba: e Savor che si prepara sempre con il mosto di vino.

Cambiando completamente discorso spero che questo, come dicono le previsioni, Blizzard si tolga dalle palle e ci lasci stare. Non ne posso più di guardare fuori e vedere neve, neve e ancora neve.

si può anche vedere, mezzo sepolto, il trattore con cui domani dovrò togliere la neve 🙁

Ma vorrei sperare di vedere anche, tra il bianco, anche determinate delizie. Ma qua, in mezzo ai lupi, non credo proprio.

A proposito di lupi! Oramai non è più neppure un modo di dire: pare che con questa neve di notte si avvicinino ai centri abitati perchè sono senza cibo. Pare sia stato azzannata una persona anche dalle nostre parti.
Io sinceramente non ci credo, mi sembrano solo leggende. Ma, per non sapere ne leggere ne scrivere, a parte andare a sistemare gli animali, non metto il naso fuori dalla porta 😀

Imbiancatamente in Romagna

Devis
domenica 12 febbraio 2012

10 commenti
    • Devis
      Devis says:

      Ma Enrico, mica sei ignorante… Solamente che al di fuori della “nostra” Romagna è abbastanza sconosciuto.
      anzi, il prossimo anno per la vendemmia, me lo faccio!!!! 😀

  1. hariel says:

    aehm…
    ma con tutte ste cosine che cucini….metti su panza!!!!!!!!!!!!!!!
    😀 ahahahah
    gnam gnam…io però la farina integrale non la uso…una cosa quando si fa..si fa calorica!! ghghghghgh
    smuack!

    Rispondi
    • Devis
      Devis says:

      Ciao Teso’!!!!
      Ma vedi… Causa l’essere tappati in casa di necessità virtu’: la farina integrale è l’unica che possiedo ed ho usato lo strutto perchè di burro neppure l’ombra. (lo strutto nelle case romagnole non manca: elemento fondamentale per fare la piadina).
      Devo dire che, comunque, sono venuti buoni, suvvia 😀

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