Sono così

Non amo fare le sceneggiate e questo mio blog non lo tengo per “fare legna”, fare il piacione ed avere più lettori possibili. Di questo non me ne può fregare un’emerita cippa. Se devo scrivere per attirare pubblico o avere un sacco di followers e commenti, avrei già chiuso tutto da un pezzo perchè non rispecchierebbe cosa penso e come sono.
Chiaro, mi fa piacere se qualcuno viene a leggermi e, nel box a lato, ho evidenziato chi ha qualcosa di interessante da dire e che seguo assiduamente (anche se, a sua volta, alcuni non lo fanno assolutamente).
Questo è un mio piccolo angolo, una sorta di diario virtuale dove annotare le mie sensazioni e i miei ricordi. Già due volte mi è stato offerto di inserire spazi pubblicitari e puntualmente ho rifiutato.

Anche se adoro in maniera viscerale Whitney Houston, non ne ho mai parlato perchè ci hanno pensato tantissimi altri (molti la conoscevano solo per nome e hanno scritto tali castronerie solo per cavalcare l’onda e avere ulteriori accessi) e sentivo il bisogno di “staccarmi” dalla massa e vivere il mio dispiacere nell’aver perso un’artista così meravigliosamente brava in solitudine. Stessa storia per Michael Jackson. E, ultimamente, anche per Lucio Dalla che, cresciuto a “Anna e Marco”, “Il gigante e la bambina” e “Disperato erotico stomp” (giusto per citarne alcune che ricordo fin dall’infanzia) amavo perchè uno dei pochi italiani che non canta le solite schifezze melodiche (e sempre uguali) alla Tiziana, Pausina & co.

Prendo spunto, in questo post, dall’uomo che era Lucio e dal fatto che in questi giorni si sia usato “amico vicinissimo“, “persona vicina“, “amico intimo” per alludere a Marco, il compagno dell’artista. Forse avrei descritto, almeno ora e per suo rispetto, il giusto posto che aveva nella sua vita, senza tanto finto perbenismo o ipocrisia.
E’ inutile nascondere e tacere tutto dietro ad un dito.

Con questo non voglio generalizzare su nulla, ci sono le dovute eccezioni naturalmente.

Ho sempre saputo avessi qualcosa di diverso da dire dagli altri maschietti con cui ho interagito fin dall’infanzia. Alle elementari è stato il periodo più bello della mia vita e non importava a nessuno se giocavo a palla avvelenata con i maschi oppure leggevo un libro con le femmine in classe durante la ricreazione.
Il periodo peggiore, invece, è stato alle scuole medie, dove, senza che facessi o dicessi nulla, venivo ghermito continuamente; forse era il mio essere così calmo e allegro che dava fastidio ai molti che lo facevano. Mi davano epiteti bellissimi tipo “finocchio di merda“, “orecchione maledetto” o il più prosaico “tirabocchini“; ero vessato continuamente. Ricordo che all’ora di ginnastica, quando ci si cambiava negli spogliatoi, nessuno mi voleva a sedere vicino così lo facevo in un angolo sotto i fischi e gli insulti di molti, poi, puntualmente, quando era ora di ricambiarsi, trovavo sempre qualche mio indumento bagnato dagli sputi che gentilmente mi lasciano con la scusa di andare in bagno durante la lezione. Un altro “bel” ricordo è quando mi portavano a forza dietro la scuola e mi riempivano di botte ripetendomi che i froci come me dovevano morire.

Certo, dopo quei tre anni bui è stato difficile andare avanti. Anche alle superiori, dove a nessuno fregava niente di come fossi (e sia ben chiaro non ho MAI voluto etichettarmi), ho condotto una doppia vita facendo, puntualmente, sempre le scelte sbagliate. Davanti ero Devis, il ragazzo (finto) etero, mentre dietro conducevo una vita parallela piena di sotterfugi dove il mio migliore amico era il ragazzo che amavo segretamente e con diversi ragazzi (ora sposati o fidanzati) ci andavo a letto.

Poi è successo che sono cresciuto: ho capito che quella non era la mia vita. Dovevo ringraziare i miei amati compagni delle medie, le persone bigotte, l’ipocrisia e il finto perbenismo se, a 25 anni, ancora non ero riuscito ad essere quel IO che sognavo di essere.
La scelta più difficile è stata far soffrire una ragazza a cui volevo un bene dell’anima e con la quale mi sarei dovuto sposare. Ma l’avrei solo presa in giro e avrei condotto, ancora una volta, la doppia vita che ne’ lei ne’ io meritavamo.

Sono stato anche un temerario: abitando in un paesello di appena 80 anime ho convissuto, in passato, con Diego. Inizialmente fui criticato, preso in giro, additato, ma poi con il passare del tempo, fu realizzato  non significasse nulla con chi dividessi il letto, ma che fossi il Devis di sempre: con i (pochi) pregi e con i (tantissimi) difetti che mi contraddistinguevano dalla massa.

Non ho raccontato tutto questo per farmi compatire, tutt’altro!! Vorrei far capire che il sorriso non  è mai sparito dal mio volto e che sono sempre stato una persona solare NONOSTANTE tutto.
Non me ne faccio nulla di una descrizione del mio compagno come “collaboratore vicinissimo” o altro come stanno facendo con Marco per Lucio. Mi sembrerebbe di essere preso, ancora una volta, in giro.

Non frequento ambienti gay (li ho provati ma non mi piacciono), non mi baco in pubblico, non passeggio mano nella mano e non vado al gay pride. Non c’è nessun orgoglio ad essere omosessuale, come non lo è essere etero.
La mia libertà finisce dove comincia quella di un altro e viceversa.
Ma non per questo mi considero meglio di tanti miei consimili. Anche se lo stereotipo che fanno vedere alle tv non mi piace affatto e non mi ci sento per nulla vicino. Semmai mi paragono come Artide all’Antartide.

Mi piace ridere, vivo con leggerezza e cerco di non prendermi mai troppo sul serio, altrimenti che barba sarebbe?
Posso guardarmi allo specchio e realizzare che ho fatto le mie scelte senza scendere a compromessi con nessuno e, infine, scacciando e mandando a ‘fanculo chi meritava.

Posso finalmente dire: SONO COSÌ!!!

Seriosamente pazzo 😀

Devis
lunedì 05 marzo 2012

15 commenti
  1. Hariel says:

    e sei bello così Dè!
    io ti ho conosciuto col tuo “io” e ti ho sempre apprezzato per questo.
    Certa gente nn capirà mai…o forse preferisce non capire quanto stupida è, pur di restare fedeli alle loro bigotte convinzioni.
    Mitico Dè!
    :-*

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  2. Hariel says:

    ps: e pensa quanto sono poco gossippara…avevo sentito dire che Lucio Dalla forse era omosessuale e non ci pensavo manco più..perchè in fondo a me non me ne fregava nulla. La sua musica si ascoltava, e si ascolterà, perchè era bravo.. e stop.

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  3. Pier(ef)fect says:

    oddio.. anche io vivo in un paese relativamente piccolo, ma non ho avuto di questi problemi…
    concordo sul fatto che, come si deve rispettare la riservatezza di qualcuno, si devono rispettare anche i suoi sentimenti!

    Rispondi
  4. Roberto ® says:

    Non è così semplice condurre la doppia vita che si è deciso di iniziare, così come non è affatto semplice anche prendere la decisione di iniziarla. Abbandonare una delle due in favore di quella più vera è forse però la scelta più difficile. C’è chi riesce, chi invece ancora non ce la fa. I primi raggiungono una conquista, i secondi la raggiungeranno quando si sentiranno pronti… Purtroppo, non è così semplice non dare importanza alle reazioni di familiari e amici…

    Che Dalla fosse gay l’ho sentito in questi giorni; non ho nemmeno capito se è una bufala o meno, ma sinceramente non mi importa e non capisco l’esigenza di parlarne… Se lui non ne ha mai parlato, non capisco perchè ne debbano parlare ora gli altri… Il gossip deve far sorridere, non deve far notizia. Questo, secondo me…
    Musicalmente non mi fa impazzire, sai? Però è stato senza ombra di dubbio un pilastro della musica italiana e le sue canzoni lo confermeranno, se già non l’hanno fatto. Piaceva molto a mia sorella… infatti “Anna e Marco” è una di quelle che mi fa ripensare con piacere alla mia infanzia 🙂

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    • Devis
      Devis says:

      È solo un percorso che una persona fa. Puo essere pronto a seguire la sua strada come non lo sarà mai.
      Però, io (e parlo per me) stretto dalla morsa dei doveri e vivere una vita che non mi appartiene non ce la posso fare. Difatti, a 25 anni ho detto: patti chiari amicizia lunga. Mi ami? Bene. Non ti va bene? Vaffanculo.

      Ma il mio succo è un’altro: ad una persona appena deceduta non si puo eticchettare il proprio compagno con ipocrisia. Perche mentre scrivono “amico carissimo”, “collaboratore strettissimo”, ecc. Viene letto DA TUTTO “il compagno di Lucio”. Quindi… Sta bigotteria di voler far apparire quello che è come un’altra cosa PUR SAPENDO che la verità si conosca da tutti, che forma perversa di ipocrisia è?

      Che poi, ci facciano del gossip è naturale, è indole dei giornalisti (e ti parlo con cognizione di causa).

      Ma io non lo posso accettare una cosa del genere. Alla luce di quello che ho patito e creduto nella mia vita.

      Il finto perbenismo mi fa vomitare.

  5. halfblood says:

    abbiamo passato lo stesso periodo di merda alle scuole medie, poi per fortuna ho fatto le superiori a Dublino… dove ho maturato parecchio la conoscenza di me stesso.
    Periodi bui… ne ho passati.. accettarmi è stato difficile…ma oggi sorrido e sono felice… come lo faccio da anni cercando di regalare un sorriso a tutti quelli che mi stanno in torno.

    questo post mi piace un sacco, il tuo blog è stato una bella scoperta.

    congrats!
    🙂

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    • Devis
      Devis says:

      Ma grazie!!!! Contraccambio ovviamente. Lo puoi vedere di persona 😀

      Ecco vedi? Cambiando paese sei riuscito a “crescere” prima. Io ho dovuto faticare. Ma ora anche io sono sereno. Era ora!!! 😀

      Ti abbraccio!!!!

  6. milena says:

    Ci credi che mi hai fatto piangere??Perchè il tuo periodo di transizione l’ho vissuto in prima persona e non avevo la minima idea di quale tormento tu vivessi dentro..mi dispiace se nel mio piccolo “ho preteso” da te..mi dispiace davvero tanto..credimi..Questo post mi ha fatto capire ancora una volta che sei una grande e bella persona con un’anima immensa..e che sono fortunata ad averti incontrato nel mio cammino..ti voglio un mondo di bene ciccio..:))

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    • Devis
      Devis says:

      Ma Milly!!!! 😀
      Non son degno!!!!!!
      Diciamo che in quei periodi ero un vero e proprio “bomboccio” e non sapevo come fare e cosa fare.
      Non per essere un piacione o per essere un lecchino ma… Tra i due sei tu la bella persona. NETTAMENTE!!!!!
      E, comunque, sappi che ti voglio un grandissimo bene pure io… Non dimenticarlo mai!!!!

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