Una vita da mediano

strada al tramonto

 

Avevo dei progetti in corso. Li stavo portando avanti ed anche per questo non avevo ancora aggiornato il blog. Alcune cose si lasciano da parte e si da la precedenza ad altro.
Oggi però è successo qualcosa… O per lo meno ho avuto la conferma di ciò che non volevo neppure credere (povero illuso!) fosse così tangibile e reale.

Io un padre biologico ce l’ho. Purtroppo non si può scegliere, ci capita per sorte e amen. Ma quando questo genitore ti pugnala alle spalle è come se scomparisse tutto quello che si credeva di provare.

Ho voluto fortemente inserire questo titolo oggi  perchè la mia vita è stata una continua mediazione tra me e la mia famiglia. Già… La famiglia quella cosa che, pare, sia al di sopra di tutto. Che ironia! O meglio ancora… Che utopia in alcuni casi!

A me non importa che quell’uomo che, per legge, è mio padre, non abbia mai approvato le mie scelte di vita, non mi importa dei suoi continui rimproveri, non mi importa se in casa è sempre stata una continua dittatura dove bisognava sempre fare ciò che lui diceva. Mi importa che sia andato a colpire sulla persona che amo più a questo mondo riuscendo ad apparire quello che realmente è: un dispotico tiranno e immeritevole di avere qualsiasi affetto da parte mia.

Mi sono sempre chiesto come mai in alcune famiglie i figli non parlassero o non volessero più avere rapporti con i genitori. Li consideravo dei “fuori di testa”.
Oggi ho capito: ho visto tutto sulla giusta luce che l’obbligo di figlio non mi faceva vedere (o semplicemente non la volevo vedere).
E trovo una cosa orrenda e priva di qualsiasi coscienza che, per colpire me, ha voluto infierire su qualcuno così importante e basilare per la mia vita.
Non ha avuto neppure le palle di affrontarmi il donatore di sperma.
Ecco. Questo è l’aggettivo che mi sento di dare a quella persona che credevo un padre. Ma che, per me, da oggi, è definitivamente scomparso dalla mia vita. Lo vedo solo come colui che ha dato il suo seme per concepire me.

A nulla sono valsi i miei sacrifici per potere stare vicino ai miei genitori. Che illuso! Ero convinto fosse bello contraccambiare il fatto di avermi fatto grande con il mio stare vicino a loro anziani. Invece mi sono accorto che è stato l’errore più grande e madornale della mia vita.
Anche se, per mia madre nutro un profondo amore, per quell’altro, che mi ha schifato nel peggiore dei modi, auguro di ritrovarsi solo e bisognoso perchè questo è stato fino adesso ma da Devis non avrà più nulla. Neppure la pietà.

Il comportarsi da STRONZO, DISPOTICO e DITTATORIALE lo porterà nell’abisso di solitudine che si merita. I miei fratelli ne sanno qualcosa in più di me ma, sto cazzo di rispetto che si deve ai genitori, ed oggi sparito, mi ha indotto a trovare e vedere la strada che devo percorrere.

Sono sempre stato una persona schietta, ho sempre creduto che la verità sia impagabile e ho sempre evitato le bugie ed i mezzuggi ad un confronto aperto e maturo. Con tutti: amici, conoscenti, fidanzati e parenti.
Ma quando il parente tuo più vicino per infierire un colpo mortale su te inveisce sulla persona CHE SA essere il tuo fulcro vitale, non ha più bisogno di nessun riguardo da parte tua dimostrandosi un animale rabbioso.

Da piccolo ero vessato dai compagni di classe. A casa ero intimorito da un padre padrone che, quando tornava a casa da lavoro era tutto un gridare contro l’uno o contro l’altro sbraitando il suo concetto preferito: “vagabondo!”. Se non sono impazzito lo devo alla mia voglia di vivere e volere riuscire a creare il mio futuro con una persona con cui condividere tutto.

Troppe volte mi sono sentito dire “vergognati”, “non sei una persona normale”, “hai mai visto un uomo dormire con un altro uomo?”, “fossi come te starei sempre chiuso in casa per la vergogna di farmi vedere in giro” e l’assurda mediazione di non ferire mia madre mi ha sempre portato ad inghiottire il rospo, mandarlo a cagare e continuare. Proprio perchè si deve rispetto ai genitori.

MA QUALE RISPETTO? Soprattutto se non ce l’hanno loro rivolto a te?
Io devo ringraziare me stesso se ho saputo sempre rialzarmi. Devo ringraziare i miei amici che mi hanno sempre sostenuto e voluto bene.
E se sono quell’uomo oggi lo devo a come ho saputo affrontare la vita. Senza un esempio concreto ma basandomi su ciò che ho sempre creduto: nell’amore di un uomo e riuscire con lui a costruire la mia VERA famiglia.

Ora l’ho trovato e se c’è un obbiettivo in me questo è Marco.

Devis
lunedì 15 aprile 2013

0 commenti

Lascia un Commento

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *