Amici con benefici

Chuck-Strogish-Inked-and-Hairy

 

Profumo di erba tagliata

Ricordi di un equilibrista instabile

 

Federico c’è sempre stato. Lo ricordo da sempre: fin dalla scuola elementare, anche se non siamo mai stati “migliori amici”.
Lui giocava con gli altri a calcio o a giochi “da maschi” mentre io preferivo sempre la compagnia delle femmine: le trovavo più intelligenti e costruttive ad inventare passatempi. Fin da allora era segnato il mio destino :D.

Il tempo è sempre trascorso regolare e, lasciata la beata innocenza dell’infanzia, siamo cresciuti.

Fu proprio nel periodo della nostra pubertà che, complice una scommessa, nel bagno della scuola io e Federico diventammo qualcosa di più di semplici amici.
Da quel giorno si creò un’escalation di situazioni sempre più piccanti.

Il tempo delle medie, quello delle superiori ed infine, quello dei vent’anni, è stato un susseguirsi di incontri fugaci e nascosti, pur non frequentandoci (io uscivo sempre con gli amici del paese dove abitavo, lui con quelli conosciuti alle superiori) trovavamo comunque modo di vederci anche se, alle volte, passavano settimane tra un “round” e l’altro.

Gli incontri con lui erano stimolanti e non esistevano confini dove spaziare con la fantasia.

Anche quando si fidanzò continuammo a vederci. (lei non la conobbi mai)
Spesso capitava che, dopo essere stato con lei, venisse da me. Certo, con il senno di poi, avrei potuto stoppare i nostri “incontri” ma all’epoca mi sembrava fosse la cosa più naturale al mondo: farsi guidare solo dall’istinto accantonando la mente.

Erano i primi anni 90 quando iniziammo a vederci sempre meno. Dissi lui, proprio nell’ultimissimo nostro incontro, che volevo uscire allo scoperto: dichiarami. Non ce la facevo più a nascondermi dietro una facciata ipocrita che non era a me congeniale. Chiesi se voleva iniziare un percorso nuovo con me ma, mi disse, io ero stato solo un divertimento, un gioco. Lui si sarebbe sposato creando una famiglia: era quella la sua vita. L’ultima cosa che disse, scandendo bene le parole:  “IO non sono gay. TU si”. Da quel momento le nostre strade si separarono per sempre.

Uscimmo assieme pochissime volte ma, per quanto stimolante e passionale fosse a letto, al di fuori era di una noia mortale.

Ripensando a Federico non ne vado affatto fiero di come sono andate le cose ma è stata comunque una grande esperienza: mi ha aiutato a capire, con i dovuti tempi, cosa volessi essere “da grande”.

Devis
sabato 06 luglio 2013

1 commento
  1. Hariel says:

    Alcuni percorsi sono necessari… a volte dolorosi è vero..ma nel tempo come puoi vedere servono . In questo caso direi che sono serviti a diventare la persona che sei, e di cui puoi andare fiero 🙂

    Rispondi

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