Ciao mare

Spiaggia libera

 

In questa “strana” estate sono andato al mare solamente due volte e chi, come me, abita a pochi chilometri, sa che basta veramente poco per arrivarci.
Un po’ per pigrizia, un po’ per il tempo pazzoide, un po’ per i vari infortuni subiti, alla domenica io e Marco rimaniamo quasi sempre a casa.

Non ho mai detto a nessuno del perchè mi piace andare in spiaggia libera con ombrellone e asciugamano, rinunciando agli “agi” di un bagnino vero e proprio.

Per me il mare è quel periodo fantastico della mia infanzia quando, alla domenica, io e i miei genitori caricavamo la 1100 e andavamo a Torre Pedrera. Prima passavamo a fare metano, poi, una volta arrivati a destinazione, sceglievamo il posto e ci piantavamo l’ombrellone. Quel compito spettava sempre a mio padre, mentre io e mia madre sistemavamo gli asciugamani, le borse con il cibo e i vestiti che ci toglievamo.

Spesso venivano anche i nostri vicini e ci mettevamo gli uni di fianco agli altri, formando un microcosmo in riva al mare.

Arrivavamo sempre molto presto perchè, sfruttando la bassa marea, mio padre e gli altri suoi amici potevano andare sugli scogli a pescare le cozze. All’epoca si potevano raccogliere e buona parte del mattino la passava con rastrello e rete per raccogliere il bottino.

Mia mamma, la vicina ed io, invece, stavamo dalla parte opposta degli scogli per cercare granchi. Naturalmente io stavo a guardare: avevo paura di venire preso dalle chele. Però il divertimento era ugualmente piacevole, contento di poter essere presente e osservare. E quando riuscivano ad acciuffarne uno saltavo e correvo felice come se avessimo trovato dell’oro.

Una volta che la marea risaliva, si tornava tutti in spiaggia e ci si sdraiava a terra. Ricordo che mio padre mi faceva coprire la sua gamba con la sabbia perchè, in seguito ad una rottura, il calore emanato faceva bene alle ossa, diceva. Mi piaceva molto adoperarmi con la paletta ed il rastrello cercando di fare un lavoro impeccabile.

All’ora di pranzo ognuno scartava il cibo portato da casa e lo si scambiava per assaggiare ciò che era stato preparato. Rigorosamente tutti all’ombra degli ombrelloni perchè il sole, a mezzogiorno, bruciava la pelle e bisognava stare attenti.

Dopo esserci rifocillati ci stendevamo per fare il sonnellino pomeridiano in attesa passassero le tre ore necessarie alla digestione per poter fare il bagno.
Io venivo sempre tirato da mio padre: mi teneva per le braccia facendomi scivolare sull’acqua a zig zag o in girotondo. Aspettavo quel momento tutta la settimana!!! In quel momento sentivo il calore e l’affetto di un genitore sempre troppo impegnato durante la settimana a lavorare dall’alba a sera inoltrata.

Una volta terminato il bagno ci si cambiava il costume bagnato avvolti nell’asciugamano e, lentamente, ci si rivestiva raccogliendo tutto, compreso il bottino di pesca lasciato in mare, nella rete, per non rovinarsi con il calore.

Al rientro a casa davo una mano a mia madre per preparare la cena: il sapore della domenica sera erano le cozze gratinate al forno. Ancora oggi sento la nostalgia di quel piatto prelibato. Se chiudo gli occhi e ripenso all’epoca sento ancora il profumo che si sprigionava in cucina provocando l’acquolina in bocca a tutti.
Le mangiavamo assieme ai miei fratelli che, tornati dalla loro giornata libera, si univano a noi per la cena.

Il sapore di quei giorni lontani è dentro me come un ricordo indelebile pieno di felicità e forse anche per questo che, andare al mare oggi, mi sembra un surrogato sterile.
Ma il tempo passa, ci si evolve, si diventa grandi ed inevitabilmente, i valori con i quali si cresce rimangono parte integrante di noi spesso rimpiangendo come tutto sia passato così velocemente.

Questa la canzone che più mi ricorda quei giorni.

Ciao mare

(Roul Casadei)

Non c’è più la vela bianca
con l’inverno c’è il gabbiano
e l’estate del mio amore
è un ricordo ormai lontano.

Al mio fianco si sdraiava
si bruciava sotto il sole
si assopiva in mezzo al vento
come un bimbo era contento.

Ciao, ciao, ciao, ciao mare!
anche se c’è tanto freddo
io ti vengo a salutare.

Ciao, ciao, ciao, ciao mare!
il ricordo dell’estate
si risveglia nel mio cuore.

Il vento cancella
dalla sabbia i ricordi
ma dal cuore, no il vento non può.

Ciao, ciao, ciao, ciao mare!
sulla sabbia è nato un fiore
nel mio cuore un grande amore.

Al mio fianco si sdraiava
si bruciava sotto il sole
si assopiva in mezzo al vento
come un bimbo era contento.

Ciao, ciao, ciao, ciao mare!
il ricordo dell’estate
si risveglia nel mio cuore.
Ciao, ciao, ciao, ciao mare!
sull sabbia è nato un fiore
nel mio cuore un grande amore.

Il vento cancella
dalla sabbia i ricordi
ma dal cuore no, il vento non può.
Ciao, ciao, ciao, ciao mare!
Ciao, ciao, ciao, ciao mare!

Devis
sabato 13 luglio 2013

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