Milano Rimini andata e ritorno

Profumo di erba tagliata

ricordi di un equilibrista instabile

Mare Rimini

Con Danilo era finita: dopo otto anni (di cui quattro di convivenza) lui aveva deciso che voleva intraprendere un nuovo percorso nonostante io cercassi disperatamente di chiudere le crepe tra di noi. Ma, di fronte al suo inderogabile voler troncare, non ho potuto fare altro che accettare.

E’ stata dura: ero il fantasma di ciò che ero. Situazione peggiorata anche dal ritiro della patente (accaduto nel medesimo frangente) che mi faceva dipendere dagli altri sia per uscire che per andare a lavorare.
Fu proprio una sera in compagnia di amici che conobbi Fabio: era amico della fidanzata di turno di Sandro il quale mi aveva invitato sperando, in cuor suo, di togliermi dai pensieri cupi facendomi distrarre conoscendo, magari, qualcuno con il quale instaurare qualcosa di più di una semplice amicizia.

Era veramente un bel ragazzo: alto, capelli biondi, occhi azzurro/verdi, abbronzato. Insomma un figo pazzesco!
Parlottammo per tutta la sera e complice un po’ di vino di troppo (e i vari ammazza caffè successivi) ci appartammo dal resto del gruppo iniziando a baciarci.
Per me fu una cosa del tutto nuova: baciare un ragazzo che neppure conoscevo poche ore prima!
So che la maggior parte dei miei consimili non si fa tanti scrupoli andando a letto anche con perfetti sconosciuti ma io trovavo questa novità piuttosto sconvolgente.

La serata finì in stallo: lui bevve troppo e si addormentò come una pera cotta lasciandomi come un perfetto cretino. Sapevo anche che il giorno successivo sarebbe andato al mare con la sua amica rientrando poi nel pomeriggio a Milano, città dove abitavano entrambi, quindi non avrei più avuto maniera di parlarci.

A lavoro, il giorno dopo, non combinai una emerita cippa: pensavo solamente a quanto fossi stato cretino lasciandomi andare con una persona che non avrei quasi certamente più rivisto.
Invece…

Alle 17 circa sentii vibrare il telefonino in tasca e mi appartai per rispondere vedendo sul display un numero che non avevo in rubrica.
Ciao sono Fabio. Mi ha dato il numero Sandro spero non ti dispiaccia.
Ma no affatto, anzi!
Senti volevo salutarti per bene, visto che non lo sono riuscito a fare ieri sera e chiederti scusa per come mi sono comportato. Di solito non sono così perciò spero tu non abbia pensato che cercavo solo un’avventura.
Mi fa piacere sentirti dire queste cose. Pensavo la stessa cosa ma credevo non ti avrei più ne’ visto ne’ sentito.
Non sono mica così stronzo! Ho appena preso posto sul treno e pensavo che vorrei rivederti il weekend prossimo. Se ti fa piacere torno giù con Lara.
Davvero? Si che mi farebbe molto piacere rivederti! Così, magari, ci conosciamo meglio.
Allora è deciso! Tu bel Romagnolo non prendere impegni per sabato sera: devi pensare a me capito? E poi adesso che ho il tuo numero ci teniamo in contatto va bene?
Perfetto Fabio! Ora però devo salutarti: sono a lavoro e se mi beccano mentre parlo al telefono mi cazziano! Magari fammi sapere quando arrivi a casa e se non sei troppo stanco ci sentiamo dopo.
Va benissimo bel Romagnolo! Allora a dopo. Un bacio.

Da quel momento iniziò un vero e proprio rapporto a distanza: ci sentimmo tutti i giorni seguenti, anche due o tre volte ed io, infervorato e lusingato di ricevere tante attenzioni, iniziai a sentirmi meglio.

Fabio non scese solamente il weekend successivo ma anche i seguenti e fin dalla prima volta dormì a casa mia mentre Lara stava da Sandro.
Certo era difficile muoversi visto che ne’ io ne’ lui avevamo la patente: per fortuna c’era Bea che ci faceva costantemente da servizio taxi. Era lei che andava a prendere entrambi alla stazione e li portava alle nostre rispettive case. Era sempre lei che, terminato il weekend, li riaccompagnava a riprendere il treno. Una santa!!!

Dopo aver condiviso il viaggio per un paio di volte con Lara, Fabio iniziò a scendere da solo. Alle volte, lavoro permettendo, riusciva anche al venerdì, così potevamo avere una notte in più assieme.

Tutto ciò era possibile grazie a Bea che ci scarrozzava. Una volta, addirittura, mi portò in macchina fino a Milano per fare una sorpresa a Fabio. Partimmo dopo il lavoro e dovette guidare per buona parte della notte. Che due matti siamo stati entrambi!!!! 😀
Fu un fine settimana diverso e divertente. Ci ospitò entrambi e trascorremmo momenti bellissimi.

Nonostante la distanza ed il poco tempo a nostra disposizione, la nostra relazione procedette senza intoppi per due mesi. Anzi! Fabio programmò addirittura il nostro matrimonio da condividere con amici e parenti. Lo avremmo dovuto fare, secondo i suoi programmi, l’ottobre successivo in Puglia, suo paese d’origine e terra dei suoi genitori.
Pareva avessi trovato il novello principe azzurro tanto era passionale e amorevole nei miei confronti!!!

Naturalmente non arrivammo mai ad ottobre. I primi giorni di settembre ci lasciammo. Anzi correggo: MI lasciò con un sms.

Allora… Io sono un forte sostenitore del fatto che se una relazione finisce non è mai colpa di uno o dell’altro, ma di entrambi. Naturalmente in proporzioni diverse ma non c’è mai un vincitore e un vinto. Se ne esce con le ossa ammaccate e l’amaro in bocca.
Probabilmente sono stato molto apprensivo, magari un poco geloso, certamente sospettoso nei suoi confronti… Ma l’essere lasciato tramite un messaggino lo trovo veramente una cafonata e una terribile mancanza di rispetto.
Trovare un minuto per parlare non sembra una cosa impossibile, ma per quanto riguardava lui, probabilmente lo era.

Peccato perchè per Fabio provai una cotta da paura. Fui sulla strada buona dell’innamoramento ma fortunatamente preferì fare basta prima che io partissi veramente con un treno.

All’inizio fui incazzato nero con lui poi, con il passare del tempo, tutto si sgonfiò come un pallone lasciandomi libero da rimorsi o paranoie. Anzi,  l’anno successivo chiese la mia amicizia su facebook e l’accettai tranquillamente. Tutt’ora è mio amico, ma nulla di più perchè, sinceramente, non me ne può fregare un’emerita cippa lippa di lui.

Non ha lasciato un ricordo particolare in me ma gli sono riconoscente: a suo modo ha saputo farmi superare la crisi esistenziale che provavo in seguito alla rottura con Danilo e al ritiro della patente. Ho guardato altrove grazie a lui ed ho ricominciato a camminare scoprendo che ci sono tante sfumature di ogni colore.

Devis
mercoledì 24 luglio 2013

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