Psycho love

hot boy tatoo

 

Profumo di erba tagliata

Ricordi di un equilibrista instabile

 

Conobbi Duccio una sera di marzo a Santarcangelo: era solamente in maglietta e  jeans e faceva un freddo boia, come cappero faceva? Io ero imbacuccato come se ci fosse la neve!!!

Ricordo tutto come un film in HD: andammo al bar a bere un caffè poi per le vie del borgo ed infine seduti su una panchina per raccontarci le nostre cose.

Ho sempre avuto un piano di riserva durante gli appuntamenti al buio: la chiamata di un amico (dopo tempestivo invio di sms per avvertirlo di telefonarmi) che, con finta enfasi, abbandonavo il malcapitato per una (fittizia) disgrazia; l’applicazione sullo smartphone che, con un semplice comando, crea una finta telefonata o, come in questo caso, una balla inventata di sana pianta. Mi sganciai inventando un improbabile impegno lavorativo (alle 22,30 di notte!!!).

Purtroppo parlai troppo di me. Seppe che abitava vicino a dove lavoravo, chi era il mio moroso e, cosa non da poco, lo conosceva anche di vista.

Io incontrai Duccio nonostante fossi fidanzato con Riccardo. Ho sempre professato l’assoluta fedeltà di coppia e invece…

Io e Ric stavamo assieme da quattro anni e, poco dopo le festività Natalizie appena trascorse, chiesi lui di andare a convivere. Con mio grande stupore rispose che era ancora troppo presto,  lo avremmo fatto un domani ma non ora. Ci rimasi di sasso!
Ok… Lui aveva 15 anni in meno ma mi aspettavo una risposta diversa.

Rimuginai il fatto per alcuni giorni e, in profonda crisi, feci quello che non andrebbe mai fatto: mi iscrissi in una chat di incontri!
Lo feci sopratutto per avere la conferma di potere piacere ancora, di essere desiderato!
Sapevo di fare una cosa assolutamente sbagliata ma, nonostante tutto, non demorsi.

Fu proprio li’ che conobbi Duccio.
Le foto dei profili dei vari iscritti sembravano prese da set di posa tanto erano curate (e spesso artefatte) mentre la sua era normalissima: abbracciato con la sua migliore amica. Mi parve un’ottima referenza e acconsentii volentieri quando mi propose di conoscerlo.

Quella sera una parte di me era conscia di non fare assolutamente la cosa giusta: mentii a Ric dicendogli che andavo a letto presto, mentii ai miei amici e, cosa fondamentale, stavo per conoscere un’altro uomo.
Fortuna (o sfortuna) volle che non mi piacque. In foto era più affascinante ma, visto che cercavo altro, sperai con tutto me stesso che la conversazione sarebbe stata interessante.
Ma anche quella… non fu delle migliori. Anzi! Mi sentii come schiacciato in una morsa senza poterne scappare.
Per questo inventai la balla e fuggii letteralmente: trascorremmo insieme solamente un’ora ma mi parve un’eternità! Ricordo il mio stupore quando, giunto in macchina, vidi che erano solo le 22,30. Pareva fossero le due di notte!!!!

Oltre al fatto di aver mentito e di essermi comportato come la maggior parte dei miei consimili, mi sentii uno straccio: cercavo la sensazione di piacere e mi sentivo uno schifo totale!!!!

Nei giorni seguenti Duccio mi scrisse diversi sms ai quali, per pura cortesia, rispondevo rimanendo sempre sul vago cercando una maniera per sganciarlo senza essere ne’ brutale ne’ maleducato.
La situazione peggiorò ancora di più quando venne a trovarmi al lavoro: rimase quasi tutto il pomeriggio in ufficio con me! Mi parve di essere protagonista di un film del quale avevo tessuto la trama rimanendo incastrato!

Fortunatamente i giorni passarono e, tra una balla e l’altra, riuscii lentamente ad allontanarlo fino a che non decisi di essere meno diplomatico ed essere chiaro: non c’era trippa per gatti!
La situazione fortunatamente era risolta. Almeno così credevo.

Nel frattempo mi cancellai dalla chat e cercai di capire meglio perchè Riccardo non avesse voluto accettare di convivere con me. Gli rivelai tutto: del perchè mi fossi iscritto, di avere incontrato qualcuno e di perdonarmi per essere stato così fasullo.
Dopo un periodo iniziale in cui ci rimase malissimo le cose si stabilizzarono e cercammo di dimenticare entrambi quel periodo schifoso.
Lui fu da sempre una persona difficile: parlava poco di se stesso e meno ancora di noi due. Spesso andava interpretato e, cosa peggiore, bisognava toglierli le parole di bocca con la forza.
Io continuai a sentirmi uno schifo per le bugie dette ma, complice la preparazione delle nostre ferie di fine luglio, cacciai a forza i pensieri negativi e mi dedicai a quella che, credevo, sarebbe stata la migliore vacanza che avremmo fatto assieme. Povero illuso!

Decidemmo di andare vicinissimi a casa perchè quell’anno non potevamo spendere tanti soldi: ben due matrimoni a cui partecipare (uno dei quali avrei dovuto fare da testimone) e una miriade di spese impreviste che non avevamo preventivato.
La destinazione fu Numana e, nonostante fosse a solo un’ora di macchina, pareva di essere in un altro mondo: mare turchese e spiaggia con i sassi. Una meraviglia!!!!
Prendemmo in affitto un appartamento per essere più liberi di andare e venire, mangiare e uscire quando ci pareva.

Le mie aspettative furono esaudite: mi trovai benissimo. Eravamo sempre al mare, alla sera sempre fuori e, cosa non da poco, l’intimità era superlativa.

Almeno fiino alla sera in cui andammo a Sirolo. Li’ mi cadde tutto il mondo addosso come un macigno che schiacciò tutti i miei organi vitali.

Eravamo per le vie del paese in visita al mercatino locale quando mi giunse una notifica di facebook sul cellulare. Non la lessi subito, sicuramente era una sciocchezza pensai, però, quando poi ci sedemmo ad un bar per mangiarci un gelato, scoprii che era un messaggio privato da Duccio con un’unica frase: “goditi finchè puoi la tua vacanza tanto sei cornuto“.

Ne parlai immediatamente con Ric e lui divenne prima bianco cadaverico poi rosso come un peperone senza dire nulla.
A quel punto mangiai la foglia e chiesi cosa c’era sotto perchè non riuscivo a capire. In primo luogo il messaggio e poi, cosa ancora più strana, la sua reazione.
In fin dei conti, per quanto ne sapevo, non si conoscevano neppure.

Illuso!

Ric, come non aveva quasi mai fatto, sbottò e mi gridò quasi in faccia un “si va bene! Ci sono andato a letto assieme contento?“.
Io non capii… Mi parve una scena irreale! Vidi le sue labbra muoversi ma non volevo credere a ciò che udivo.

Ci incamminammo verso l’appartamento. Io chiuso in un mutismo incredulo e lui non respirava neppure talmente era teso.
Una volta a casa, proprietario di una calma che neppure immaginavo di avere, mi feci raccontare per filo e per segno tutto.
Effettivamente erano diverse settimane che Ric si comportava in maniera strana: spesso non veniva a trovarmi, altre volte doveva andare a letto presto e per due sabati a suo dire, doveva lavorare. Io non sospettai mai nulla: lui era la sincerità personificata e gli ho sempre creduto. Invece…

Si conobbero su facebook. Lo contattò Duccio. Iniziarono ad uscire assieme. Una volta. Due volte. Tre. Quattro. Infinite.
Inizialmente come amici, disse, poi sempre più intimi finchè non finirono a letto.

Era il giovedì. Saremmo dovuti tornare la domenica ma non volevo rimanere un giorno in più. Decisi di ripartire il giorno sucessivo.
Fu una delle notti più lunghe della mia vita. Io nel letto e lui sul divano. Credo tutt’ora neppure lui abbia dormito.

Il venerdì mattina cambiai idea: volli rimanere. Il mio intento fu quello di comprendere il suo comportamento.
Sarebbe stato meglio se fossi partito!

Lui non mi amava più. Si era innamorato di Duccio. Questo il sunto delle sue parole.
Da sogno la vacanza si trasformò in incubo!

Non so come riuscimmo a resistere fino al sabato. Ripartimmo con il comune accordo di seguire ognuno la propria strada. Mentre tornavamo una mano invisibile mi strappava dentro le viscere straziandomi l’anima.

Io e Riccardo tornammo assieme dopo dieci giorni. Non potevo farne a meno. Mentre per lui (sue testuali parole) io ero l’unico vero amore della vita.
Fu un periodo difficile: il tarlo del dubbio si impossessò di me e ogni minuto mi chiedevo cosa facesse, dove fosse e con chi.
Ma, lentamente, riacquistai la fiducia e, come un acquazzone estivo, passò tutto in fretta.

Non si vide più con Duccio e troncò ogni rapporto diventando affettuoso con me come non lo era mai stato nei quattro anni precedenti.

Il febbraio successivo io e Ric ci lasciammo definitivamente. Dopo quella parentesi sorgeva sempre qualche problema o incomprensione.
Non fu facile. Passai tre mesi dove vidi l’inferno. Ma la grande capacità dell’essere umano è quella di potersi rialzare dopo una caduta. Anche per forza.
Quando due persone si lasciano non è mai colpa di una soltanto. E’ facile dare la colpa a qualcuno ma la propria coscienza non tace e, anche dopo tanto tempo, fa vedere le cose nella giusta prospettiva.

Devis
giovedì 11 luglio 2013

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