Imprevisti della vita

Pulizie

Mi ritrovo con guanti, spugna e detersivo pulendo un cesso tutto putrido e mi domando “ma chi me lo ha fatto fare”? E poi mi rendo conto che, nonostante tutto, questo lavoro mi serve anche se non è il genere di vita che avrei mai pensato di fare a 40 anni: di solito si sale di carriera con l’età mentre ora mi trovo, forse, nelle ultime posizioni con pochi altri mestieri.

Tutto ha inizio a metà gennaio: nel mio vecchio impiego non si batteva chiodo da due anni ed ero costantemente in cassa integrazione con l’Inps che liquidava un anno per l’altro costringendomi, per campare, a finire quei pochi spiccioli che avevo messo da parte. Così, quando ricevo la proposta di lavoro come addetto alle pulizie in una grossa azienda, accetto immediatamente, senza guardare per il sottile anche se non è il genere di lavoro che mi aspettavo mi si offrisse, visto il mio curriculum.

Detto fatto: parto in quarta! Assunto in seduta stante e così, dopo un mese, mi licenzio dal vecchio impiego iniziando questa nuova avventura. Certo ritrovarmi a pulire cessi in tuta e scarpe antinfortunistiche lavorando alla sera non è il massimo della vita ma in questo periodo non posso di certo guardare per il sottile.
L’orario è comodo: dalle 18 alle 22/23 a seconda del da farsi avendo tutta la giornata libera.

Poi, due mesi dopo, una delle tre donne che puliscono gli uffici sgancia la bomba: è incinta. Da lì al mio trasferimento con le altre due è cosa di pochi giorni e mi ritrovo ad alzarmi tutte le mattine alle 4 per fare il primo turno con rientro alle 9/10; poi ritorno la sera alle 18.30 per altre due ore con un totale complessivo di 80 km giornalieri da macinare.

Certo che il cambiamento nell’arco di alcuni anni è stato drastico: prima era a me che pulivano la scrivania e l’ufficio. Ora lo faccio io per gli altri! (Oltre a pulire sempre i cessi).

Purtroppo in certe situazioni bisogna fare buon viso e vedere sempre il bicchiere mezzo pieno anche se questo è vuoto sennò, in preda allo sconforto, non si riesce a vivere degnamente. Almeno questo è quello che ho imparato in questi mesi vivendo di umiltà e rassegnazioni.

Alle volte mi sento impazzire: non riesco più a dormire se non 5/6 ore al giorno (una parte la notte e le rimanenti al pomeriggio) e quando arriva il weekend e posso riposarmi ecco che la sveglia biologica si fa sentire facendomi svegliare come le altre mattine.

Non posso più avere una vita “normale” o, perlomeno, come la consideravo: niente più uscite con gli amici, niente pizza al ristorante, nessuna baldoria. Alla sera sono talmente stanco che, una volta mangiato e fatta la doccia mi fiondo a letto e ho dovuto rinunciare a tutto il “superfluo” per la questione economica: il settore delle pulizie è effettivamente sottopagato e dalla mia busta paga, tolte le spese mi rimangono si e no 500/600 euro al mese che, tra bollette e spesa non bastano ad arrivare a fine mese.

In tutta questa nuova era c’è Marco che, pazientemente, ha appoggiato tutte le mie decisioni e si è dimostrato la persona eccezionale che è: un compagno fantastico! Ora è lui alla sera che prepara la cena, fa le pulizie al mattino quando si alza e, al bisogno, carica la lavatrice o stende i panni.
Se possibile questa cosa ci ha avvicinati ancora di più rendendoci ancora più complici e indivisibili.

Le mani sporche di lavoro sono sempre nobili ma il prezzo da pagare, sto giro, è stato alquanto salato.
Un amico mi ha detto che verranno tempi migliori… Ci voglio credere!
Però adesso mi metto a nanna che tra poche ore suona la maledettissima sveglia.

Bye bye

Devis
martedì 29 luglio 2014

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