Gli amici (quando tutto era più semplice)

amicizia

Ieri sera mentre ero intento ad aggiornare il mio curriculum nella speranza di trovare un lavoro, in cerca di una foto decente da allegare, ho sfogliato la mia cartella su facebook e mi sono ritrovato catapultato in un mondo distante anni luce da quello in cui mi trovo ora… 

Una miriade di immagini in un caleidoscopio di persone, avvenimenti e situazioni più disparate. Mi sono soffermato su alcune di esse e rivedendomi così sereno facevo fatica a riconoscermi.

Mi ritovo, ora, in una realtà parallela, una sorta di lato b di me stesso, della mia esistenza dove non esistono più amici, non ci sono le nostre foto di gruppo, non ci si ritrova in casa di uno o dell’altro a bere un bicchiere di buon vino e raccontarci cosa ci sia successo durante la giornata. Ora alla sera ho solo un gran sonno e una stanchezza spossante, frutto di una giornata intensa e stancante, coadiuvata dal suono della sveglia alle 3 e mezza del mattino (nella migliore delle ipotesi alle 4), dove, invece di prendere il cellulare e scrivere a qualcuno, salutarlo, farci quattro chiacchere, crollo a letto sfinito.

A tutti quegli amici da una vita, incontrati nel corso degli anni, a quelli che facevano parte di veri e propri riti settimanali, a quelli immancabili a qualsiasi avvenimento da festeggiare, a quelli che mi sono stati a fianco nei momenti più difficili, a quelli che non hanno mai giudicato ma solamente darmi appoggio, a quelli che avevano sempre da ridire, a quelli che dicevo sempre tutto, a quelli che non si nascondevano dietro a un dito, a quelli presenti sempre dico che non vi ho dimenticato anzi! Se non vi avessi avuto avrei dovuto inventarvi.

Questo lavoro che doveva essere provvisorio permettendomi di tirare avanti fino a che non ne avessi trovato uno migliore, mi ha risucchiato anima e corpo e a gennaio è un anno che non faccio altro che pulire, pulire e ancora pulire.

Ho cercato nei primi tempi di mantenere il solito ritmo di vita di prima ma, con l’andare del tempo, mi sono accorto che era impossibile conciliare ciò che era con quello che sarebbe stato. Così ho “sacrificato” una delle cose più importanti della vita: l’amicizia.

Riesco a riposarmi e a rigenerarmi al sabato e la domenica visto che non lavoro ma, già al martedì, mi ritrovo in uno stato di spossatezza cosí acuta che non vedo l’ora di riuscire a coricarmi. Ma facendolo ho la giornata tutta sfasata: dormire in tarda mattinata, pranzare al pomeriggio, dormire nuovamente alla notte al massimo 4 ore e fare due turni di lavoro in orari dove la maggior parte della popolazione è a casa propria a godere la quotidianità giornaliera.

Non desidero giustificarmi, essere compatito e tantomeno ritrattare quanto detto ma vorrei cercare di far capire a chi, magari, possa pensare io sia sparito per mancanza di valori.

Non so chi di voi leggerà questa mio piccolo sfogo e non ho volutamente fare nomi perché non sarebbe dignitoso, ma tu sai che è dedicato a te,  a te, a te e a te.

Forse riuscirò a riconquistare cio che avevo, forse riavrò la mia vecchia vita ma la cosa che desidero più è avere un’esistenza normale, fatta di lavoro, ma in orari umani e dove alla sera possa godere del mio compagno, degli amici e della famiglia.

Devis

sabato 25 ottobre 2014

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