La verità nascosta

gay love

Quando ero piccolo sapevo perfettamente di essere “speciale” (ma non migliore) rispetto ai miei compagni di scuola: ho sempre trovato più interessante la compagnia delle femmine perché erano molto più intelligenti e sapevano gestire il loro tempo in attività ricreative interessanti; non a caso, crescendo, ho sempre avuto al mio fianco una donna come amica.

Con il passare degli anni quell’inquietudine che mi attanagliava cresceva sempre più forte ed io ero ben conscio cosa fosse: una verità ben presente. Facevo finta non ci fosse ma era pronta a riapparire non appena credevo sopita.
Iniziavo a provare molto interesse rivolto agli altri ragazzi e questa cosa mi faceva incazzare a bestia, non volevo assolutamente accettarlo e cercavo di essere la brutta copia di tante persone attorno a me: diverse fidanzate che, puntualmente, mollavo. Mi mancava qualcosa che una donna non poteva darmi… Qualcosa di molto più ampio e non riguardava solamente il lato sessuale.

Ho sempre avuto due lati ben distinti di me stesso: il lato A, quello apparente, eterosessuale di facciata, sbruffone e sempre allegro, il lato B più introverso, costellato di dubbi e composto di incontri clandestini dove riuscivo ad essere me stesso anche se per poco: lo vivevo come un momento spirituale mentre lui dava sfogo ai sui istinti facendomi sentire ancora più sporco di quanto non lo fossi.
Sono andato avanti fino ai 20 anni circa poi, stanco di recitare (e anche male tra l’altro) ho deciso di venire allo scoperto; molti già sapevano (o immaginavano) ma ai più fu come sganciare una bomba. Ci sono persone che si sono fatte male (io per primo) poi, come ogni cosa, il tempo ti insegna a convivere con i dolori e le delusioni e nonostante tutto, continui a vivere.

Non sono mai stato uno da “mordi e fuggi” e desideravo ardentemente costruire una famiglia con un altro ragazzo: vivere, invecchiare assieme… Tre lunghe storie importanti finite male, nella cattiveria più assoluta, come se l’amore che provavamo (o meglio: credevamo di provare) si fosse tramutato in astio. Ancora oggi, a parte qualche saluto sporadico su qualche social network, non riesco ad avere un colloquio sereno con nessuno di loro, troppi sogni infranti mi fanno salire la carogna.

Una sera di tre anni fa, invece, nell’assoluta tranquillità di un paesello sulla riviera, ho incontrato Marco con il quale sto vivendo tutt’ora una storia fantastica. Posso dirlo con assoluta certezza: con lui è stato diverso fin da subito e giorno dopo giorno abbiamo imparato l’uno dall’altro confrontandoci e rendendoci felici godendo della reciproca compagnia senza dover fare chissà cosa ma, soprattutto, abbiamo raggiunto la certezza che possiamo contare l’uno sull’altro. Ora conviviamo anche se non “ufficialmente” ma in fin dei conti… Chi se ne frega? E’ bellissimo addormentarsi alla sera e svegliarsi assieme al mattino in serenità!

I primi tempi lui era molto sulle sue, ora, invece, ha trasferito gran parte dei suoi effetti personali: vestiti, biancheria, scarpe, libri, fogli… Tanto che non so più dove mettere le mie cose ma non farei a cambio con niente, è quello che ho sempre desiderato… Ed ora finalmente lo vivo!

Di certo gli imprevisti della vita sono sempre in agguato ma abbiamo la possibilità, come esseri umani, di costruirci il nostro futuro e in coscienza sto cercando con tutte le mie forze di costruirmelo bene.

Devis
venerdì 17 luglio 2015

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