Metamorfosi

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Quando ero piccolo (all’incirca 8/10 anni) pensavo all’anno 2000. Mi sembrava talmente lontano… Avrei avuto 29 anni e mi sembrava incredibile raggiungessi tale età e fantasticavo su come sarei stato ma di una cosa ero sicuro: sarei stato un vecchio. Beata innocenza!

Invece ora ne ho quasi 44 e mi sembra incredibile siano passati tanti anni in un baleno, cerco di ripercorrere le tappe, ricordare gli eventi passati, ma sono talmente tanti che alle volte è impossibile riuscirci. Non mi sento affatto vecchio ma invecchiato. Una volta potevo mangiare anche sassi e digerirli, potevo camminare o rimanere in piedi per ore senza sentire la minima stanchezza, ora invece, mi accorgo sempre più di non poter fare un pasto abbondante che subito dopo inizio a sentirmi una schifezza.

E’ questo il percorso da affrontare in una vita?
La risposta è assolutamente SI.

La cosa più difficile di tutte è stato riuscire a metabolizzare il cambio sia fisico che mentale: se mi guardo allo specchio riconosco quel ragazzo ritratto in tante foto appese a casa ma con alcune rughe e qualche capello grigio: sono sempre io ma qualcosa è cambiato definitivamente.

Ho preso coscienza già da alcuni anni del cambiamento; all’inizio non volevo cedere ma poi, a conti fatti, anche così si sta bene, basta accettare i cambiamenti che avvengono senza farne troppi drammi. So perfettamente che tra dieci anni sarò ancora diverso ma oramai la metamorfosi è stata fatta e ne prendo atto con serenità.

Alle volte mi viene spontaneo fare cose che oramai non posso più affrontare ma comunque mi rendo conto che anche se sono grigio in testa non lo sono affatto dentro e affronto le situazioni in maniera diversa, con un sorriso in più.

E’ l’incedere degli anni e ci si trova a fare i conti con il proprio passato perché ognuno di noi è il risultato delle proprie azioni e ciò che siamo ora riflette quello che siamo stati. Se potessi tornare indietro, con l’esperienza di adesso, cercherei di ascoltare più il cervello e meno il cuore mantenendo un distacco più marcato dalle persone a cui ho cercato (o creduto) di volere bene. Sicuramente non mi piangerei più addosso come ho fatto diverse volte. Ma ora, finalmente, posso affrontare ogni giorno con maggiore determinazione e coraggio.

Vivo con serenità questa mia età, non corro più come una volta in cerca di mete ambite ma vivo più intensamente quello che possiedo e ne vale veramente la pena. Perché riuscire ad apprezzare quello che si possiede non ha prezzo.

Devis
sabato 11 luglio 2015

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